LE VETRATE DI SAN GIOVANNI BOSCO
Nella chiesa ci sono 3 tipi di finestre: cinque grandi, dieci piccole e quattro alte e strette attorno all’altare principale. Tutte le finestre sono decorate da vetrate con scene della Bibbia o della vita dei santi.
LE VETRATE GRANDI
Entrando dall’ingresso principale e partendo da destra, le vetrate grandi raffigurano:

SAN MICHELE
patrono della città. Il principe degli angeli viene mostrato mentre combatte contro Satana che poi viene imprigionato e vinto definitivamente da Gesù.

SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO
Monaca carmelitana francese (1873-1897) autrice della “piccola via” alla perfezione. Altro esempio di via al Signore nell’aspetto contemplativo e attivo è rappresentato sotto da Marta e Maria insieme a Gesù.

SAN GIUSEPPE CON BAMBINO
rappresentato con gli strumenti del lavoro. Sotto: l’episodio della fuga in Egitto con Maria e Gesù bambino.

SAN GIOVANNI BOSCO CON RAGAZZI
San Giovanni Bosco, patrono della Parrocchia, viene rappresentato mentre accoglie e parla ai ragazzi sull’esempio di Gesù che nella parte sottostante accoglie i bambini.
Dall’altra parte a fianco della porta di emergenza:

MARIA AUSILIATRICE
Venerata in modo speciale da san Giovanni Bosco come aiuto continuo nelle difficoltà della vita. Sotto: la scena dell’annunciazione a Maria della sua maternità
LE VETRATE PICCOLE
Le dieci piccole vetrate rappresentano i dieci comandamenti: partendo da destra, dopo il secondo pilastro ci sono le seguenti vetrate:

1) NON AVRAI ALTRO DIO ALL’INFUORI DI ME
E’ rappresentato il re Davide che canta e danza mentre viene portata in Gerusalemme l’Arca dell’Alleanza che conteneva le tavole della legge, i dieci comandamenti.

2) NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO
La rivelazione di Dio a Mosè nel roveto ardente. Il suo nome”Io sono colui che sono” appare in alto con una scritta

3) RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE
Viene presentata una tipica famiglia ebraica riunita per celebrare la Pasqua.

4) ONORA IL PADRE E LA MADRE
la famiglia di Nazaret con Gesù che aiuta Giuseppe in bottega e Maria che fa le faccende di casa è il modello di famiglia in cui si vivono al meglio i rapporti personali
Gli altri comandamenti si trovano dall’altra parte della chiesa a partire dalla porta di emergenza di sinistra fino alla porta principale.

5) NON UCCIDERE
Davide che potrebbe uccidere il suo rivale re Saul mentre dorme gli risparmia la vita e taglia solo un lembo del suo mantello

6) NON COMMETTERE ATTI IMPURI
Viene presentato al positivo la virtù della castità anche matrimoniale con il matrimonio di Giuseppe e Maria nel segno dello Spirito Santo.

7) NON RUBARE
Anche qui viene positivamente rappresentato l’opposto del rubare che è l’essere generosi verso gli altri con la figura del diacono Lorenzo che fa la distribuzione ai poveri

8) NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA
Morte di san Pietro crocifisso a testa in giù che si riscatta dal falso giuramento fatto davanti a una serva di non conoscere Gesù

9) NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI
Giuseppe, che era stato venduto dai fratelli, respinge le profferte di amore della moglie di Putifarre

10) NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI
Viene nuovamente rappresentato il diacono Lorenzo che distribuisce i beni ai poveri
LE ALTRE VETRATE
Quattro lunghe e strette vetrate incorniciano l’altare maggiore:

a sinistra presso l’altare piccolo ci sono i simboli dell’Eucaristia: nella prima l’uva e il vino; nella seconda la spiga e il pane.

Dall’altra parte ci sono i simboli degli evangelisti desunti dall’inizio del loro vangelo:

A sinistra: Marco con il leone perché inizia con Giovanni Battista nel deserto;
A destra: Giovanni con l’ aquila per la sublimità con cui descrive la divinità;

La loro origine e il loro uso nei secoli
Le vetrate esistono dall’epoca romana e si sono evolute nei secoli grazie alle tecniche di lavorazione del vetro.
Le vetrate avevano, e hanno, la principale funzione creare all’interno della chiesa un’atmosfera calda e radiosa e risolvono il problema dell’illuminazione naturale dell’interno.
Origini delle vetrate
Con la scoperta della soffiatura a stampo attorno al 25 d.C. e il conseguente crollo del prezzo del vetro, nell’ Impero romano si diffuse l’uso di decorare le terme, gli edifici pubblici e le ville più prestigiose con vetri colorati montati su telai di legno o di metallo. Di queste prime vetrate, cui fa cenno più volte Plinio in giovane nelle sue lettere, nulla ci resta.
Sotto Ottaviano Augusto, la produzione del vetro divenne una vera e propria industria. I primi visitatori della città di Pompei ebbero modo di osservare vetri ancora collocati nei telai delle finestre di edifici pubblici e abitazioni private. Seneca considerava recente l’uso di applicare lastre di vetro alle finestre.
Con la decadenza economica del V secolo, la produzione di vetrate cessa in Italia, mentre continua nei paesi del Nord Europa e nel Medio Oriente. Nel V secolo il vescovo Sidonio Apollinare descrive le vetrate della Basilica dei Maccabei a Lione.
Medioevo
Alcuni frammenti di vetri da finestra colorati e pani di vetro, risalenti alla fine del X e ai primi decenni dell’XI secolo, furono rinvenuti durante gli scavi archeologici effettuati tra il 1972 e il 1978 all’interno della Torre Civica a fianco del duomo di Pavia, si tratterebbe di una delle prime attestazioni in Occidente dell’uso di vetrate policrome, anche se le più antiche vetrate integre del mondo si trovano nella cattedrale di Augusta in Germania (1130 circa).
Pur diffusa in epoca romanica, questa tecnica costruttiva e decorativa raggiunse il suo apogeo con l’architettura gotica (soprattutto grazie allo sviluppo tecnologico), divenendone generalizzato l’uso nel secolo XIII.
Rispetto alla vetrata romanica i colori sono più scuri, i pezzi di vetro più piccoli, i soggetti si moltiplicano e comprendono più scene per finestra. Famose in tutto il mondo sono le vetrate della cattedrale di Chartres: eseguite fra il 1150 e 1240 occupano una superficie complessiva di circa 7000 metri quadrati, per un totale di 176 finestre. Di grande interesse anche la cattedrale di Notre Dame e la Sainte-Chapelle a Parigi dove la vetrata gotica incontra la sua massima espressione.
In Italia invece l’uso di decorare le finestre delle chiese con vetrate figurative è un fenomeno di importazione, giunto attraverso l’affermarsi dello stile gotico. Per la realizzazione delle vetrate del Duomo di Milano, uno dei maggiori cicli esistenti in Italia, molti maestri vetrai furono fatti venire dalla Germania e dai paesi fiamminghi. Una vetrata autoctona è quella veneziana a rulli (dischi).
Col prevalere dello stile rinascimentale, più sensibile alle rese prospettiche e ai volumi, la vetrata si adattò facendo sempre più uso della pittura. Una delle tecniche che iniziano a prendere piede in questo periodo è la grisaglia, utilizzata a partire dal XV. Si tratta di uno smalto composto da ossido di rame e da un fondente utilizzato per realizzare sfumature e dare corpo a figure e decorazioni.
Con l’avvento del protestantesimo e della controriforma inizia per le vetrate un periodo di declino. A partire dalla Svizzera si diffonde l’uso di piccoli pannelli decorativi di carattere laico, soprattutto stemmi, che ornano le finestre delle case. L’uso del diamante al posto del ferro arroventato permette tagli più arditi. Ma con il passare degli anni si assiste a una perdita di originalità.
Nel periodo barocco l’interesse per la vetrata diminuisce ulteriormente: la conoscenza delle tecniche si è persa tanto che nessuno è più in grado di eseguire i restauri. Solo alla fine del XIX secolo in Inghilterra, grazie alla corrente del Neogotico rinasce l’interesse per le vetrate, ma per avere risultati di pregio bisognerà aspettare almeno un ventennio. Si tratta di vetrate per lo più di carattere laico, che ornano gli edifici neogotici.
FONTE wikipedia
